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Debora Testi Sakamoto

Debora Testi nasce a Pisa il 6 dicembre 1969. Subito dopo si trasferisce nella casa dei nonni nel quartiere popolare di Shangay in provincia di Livorno. Nel 1972 si trasferisce a Bologna con la sua famiglia.

Laureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Bologna, vince una borsa di studio nel 1996 per la Soka University di Tokyo, dove incontrerà il suo futuro marito, Kazuo Sakamoto.

Tornata in Italia, a Bologna, per circa 9 anni lavora in centri diurni socio riabilitativi per disabili adulti in provincia di Modena; nel frattempo si diploma come psicomotricista e come insegnante di massaggio infantile con l’Associazione AIMI. Per seguire e stare vicina ai suoi quattro bellissimi bimbi, Leonardo Hideo, Agnese Emi, Achille Takao e Orlando Teruo, decide di lasciare il lavoro.

Nasce così, insieme a Kazuo, il desiderio di dare vita ad un’attività che Debora possa seguire da casa e che possa diffondere la cultura del benessere del tè verde. Sa di dover imparare ancora tante cose a proposito del tè verde; ma con umiltà e perseveranza, è attualmente molto felice di potersi dedicare a questa nuova avventura, sostenuta dall’amore che da tanto tempo nutre per l’oriente ed i suoi preziosi saperi.

"DURANTE UN MIO SOGGIORNO IN GIAPPONE, NELL'AUTUNNO DEL 2000, MI TROVAVO A SHIZUOKA,

IO, MIO MARITO E I MIEI SUOCERI ANDAMMO A FARE UNA GITA AL CASTELLO DI KUNOUZAN TOSHO-GUU. ERA UN POSTO MERAVIGLIOSO, IL CASTELLO ERA CIRCONDATO DA RIGOGLIOSE COLLINE VERDISSIME: ERO DAVVERO ESTASIATA.

DURANTE UN'ESCURSIONE IN MACCHINA, AL RITORNO DALLA VISITA AL CASTELLO, MIA SUOCERA PROPOSE DI FERMARCI PER POTER AMMIRARE DA VICINO I CAMPI DEL TÈ.IO, ALLORA, NON AVEVO ASSOLUTAMENTE IDEA DA DOVE, IN REALTÀ, PROVENISSE IL TÈ CHE BEVEVO; NON LO AMAVO PARTICOLARMENTE.

LEI SCESE E RACCOLSE UN FIORE DALLA PIANTA, CHE, SOLO MOLTI ANNI DOPO, IMPARAI CHIAMARSI "CAMELLIA SINENSIS". MI POSE DELICATAMENTE QUELLO SPLENDIDO E SEMPLICE FIORE BIANCO NELLE MANI: ERO STUPITA, E NON DISSI NULLA.

IL FIORE ERA BELLISSIMO E PROFUMAVA. LA GUARDAI MENTRE LEI SORRIDENDO MI DISSE: "TIENILO, È IL FIORE DEL TÈ".

MOLTI ANNI PIU' TARDI, NELL'OTTOBRE DEL 2010, IN UNA DELLE PIÙ BRUTTE GIORNATE DELLA MIA VITA (MIA FIGLIA AVEVA DEI SINTOMI AGLI OCCHI CHE NON LASCIAVANO PRESUPPORRE NULLA DI BUONO) AL RITORNO DALL'OSPEDALE TROVAI SULLA DISPENSA DELLA CUCINA UNA SPLENDIDA, ELEGANTE CONFEZIONE ARGENTATA CONTENENTE DEL TÈ VERDE SENCHA. MIO MARITO MI DISSE CHE ERA ARRIVATA PROPRIO QUEL GIORNO, DAL GIAPPONE, DA PARTE DI UNA PERSONA A NOI DAVVERO MOTLO, MOLTO CARA.

MIA FIGLIA PER FORTUNA GUARÍ, E, DECISAMENTE, DA QUEL GIORNO, IL TÈ ED IO CI SIAMO DEFINITIVAMENTE "LEGATI".

A VOLTE CI SONO DEI MESSAGGI CHE LA VITA CI MANDA E CHE RIUSCIAMO A COMPRENDERE SOLO MOLTI ANNI DOPO. LA MIA FORTUNA È STATA FORSE QUELLA DI SAPER COGLIERE QUESTA CONNESSIONE E DI ACCOGLIERE CON ENTUSIASMO CIÒ CHE MI VENIVA DONATO: IL FIORE DEL TÈ."

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